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interessi

Quella che segue non è una scala di valori in senso stretto e non vi è alcun ordine preferenziale. Tuttavia, se così potesse essere intesa, non mi va di indurre in chi legge che io releghi in chissà quali posizioni quelli che per me costituiscono gli interessi primari ed irrinunciabili: i valori della Fede, a cui mi sforzo di aderire e la mia famiglia, a cui questo sito è dedicato.

informatica

I miei interessi per l'informatica non si identificano assolutamente col supporto: la mia scarsa competenza e la mia scarna dotazione in campo hardware sono emblematici in tale senso. Il mio pc farebbe sorridere la maggior parte di voi, ma quello che conta è l'anima :-). Tra l'altro, tengo ancora in funzione il mitico Amiga 500, con le sue pile di floppy. amiga 500 Ripeto, io di hw capisco ben poco, ma, mi chiedo, com'è possibile che una macchina priva di hard-disk, coi suoi processori sinergici dai nomi deliziosi (Paula, Denise...), con 1 Mb di RAM (perché espanso, altrimenti ne avrebbe 512 Kb, con quasi le stesse funzionalità), con il suo monitor PAL (che potevi benissimo sostituire con la TV...), con un ottimo sistema operativo che sta tutto su di un floppy da 880 Kb, sia ancora capace di cose mirabolanti? Quando ancora i cosiddetti pc andavano a fosfori verdi, l'Amiga stupiva con la sua grafica, la cui fluidità e le cui caratteristiche nel campo del rendering tridimensionale, sono, ancora, da prendere come esempio. Non per niente per tanto tempo quel sistema è stato il must della grafica televisiva. E le sue caratteristiche MIDI? Mi spiace veramente che quella piattaforma sia stata fatta naufragare nell'interesse della standardizzazione monopolistica, a discapito della qualità...
Ma basta con la nostalgia! Veniamo al presente e parliamo di software. Oggi la mia assoluta preferenza va al mondo Open Source, per tante ragioni. Per fare un esempio introduttivo, avete mai visto Demolition Man, quel film di fantascienza con Stallone ambientato in un futuro abbastanza prossimo? Ad un certo punto del film, il protagonista, invitato ad un pranzo di gala, si stupiva che il pranzo medesimo si svolgesse in un locale di una diffusissima catena di pizzerie-fastfood. Al che gli si rispondeva che, ormai, i ristoranti erano tutti di quella catena, sopravvissuta alla guerra tra distributori... Curioso, vero? Non tanto, se pensiamo quello che rischiamo con il software e con i sistemi operativi in particolare... Non è plausibile che sistema operativo, per i più significhi soltanto quel sistema operativo! Il mondo GNU/Linux (ma non solo) è qualcosa che dovrebbe essere conosciuto ad ogni modo. Ma avete mai solo sentito la parola Linux in televisione? Per esporre tutte le qualità di Linux, ci vorrebbero siti interi e già ci sono. Ma basti soltanto pensare alla libertà di scelta, alla possibilità di configurare il sistema ad hoc per la propria macchina, addirittura riconfigurandone il kernel (e se ci sono riuscito io...!), alla possibilità di avere tanti desktop environment o window manager diversi, alla dotazione di software Patrick J. Volkerding iniziale, che funziona come e meglio di quello proprietario, al discorso dei virus, dialer e compagnia bella (non che Linux sia immune, semplicemente non ha senso creare dei virus per un software Open Source e, oltretutto, le azioni di difesa, non essendoci punti bui, sarebbero molto più semplici)..., ma rischio di non finire mai... E se, una volta, l'approccio a Linux poteva spaventare, oggi non ve ne è più la ragione... Nell'ambito delle distribuzioni la mia preferenza va a Slackware, al cui fondatore Patrick J. Volkerding, mando i miei auguri, in quanto sta avendo seri problemi di salute. Come desktop utilizzo quasi esclusivamente Fluxbox, che trovo insuperabile per la sua velocità e per la sua ottima configurabilità.

letteratura

Non nego che, in campo letterario, avrei voluto recitare un ruolo attivo o, almeno, tentare di farlo... Ma, vuoi per la cronica mancanza di tempo, vuoi per tante e tali vicissitudini, è rimasto il classico sogno nel cassetto. L'unica volta che ho scritto qualcosa, sono stato costretto a farlo: la mia tesi di laurea, che, in quanto saggio di interesse storico (Gioacchino da Fiore nelle fonti britanniche del Medioevo, mai pubblicato, comunque), ha vinto anche un premio letterario (forse ero l'unico partecipante :-)...
Mi sono, dunque, dovuto accontentare del ruolo di passivo lettore. Quando non trascorro il mio poco tempo libero a studiare o scrivere codice, non trascuro la buona lettura. Il mio gusto si rivolge principalmente ai grandi autori del passato. Il mio scrittore preferito in assoluto è Fëdor Michailovic Dostoevskij, Dostoevskij di cui ho letto avidamente Delitto e Castigo, I Fratelli Karamazov, Umiliati e Offesi, Povera Gente, Il Giocatore e tanti altri racconti minori. Ancora mi mancano almeno due opere prime: I Demoni e L'Idiota. Che nessuno si azzardi a dire: Dotoevskij è pesante! La pregnanza, la suspence, la fine introspezione, il grande senso di intelligente umanità, la particolare visione manicheistica, la sua indimenticabile caratterizzazione, che fa sì che dei suoi personaggi ti rimangano eternamente impressi, rendono avvincenti i suoi scritti in maniera straordinaria. La fama di ponderosità che egli e la letteratura russa in generale si portano dietro è, secondo me, del tutto ingiustificata e ingenerosa. Di Tolstoj ho letto poco, ma un libro, in particolare, La Sonata a Kreutzer, è veramente riuscito a modificare il mio atteggiamento nei confronti delle donne...
Joyce Mi piace molto, poi, la letteratura anglofona dell'Ottocento, specialmente quella femminile (le sorelle Charlotte e Emily Brontë, George Eliot...) e dei primi del Novecento. James Joyce, se non fosse per la sua limitata produzione, si contenderebbe certamente la palma di mio scrittore preferito; ho letto l'Ulisse più di 20 anni fa, ma mi riprometto di rileggerlo almeno un'altra volta.
Alvaro Apprezzo tantissimo la letteratura fantastica: Edgar Allan Poe, Howard Phillips Lovecraft e anche John Ronald Reuel Tolkien (consiglio a tutti di leggere, piuttosto che vedere, Il Signore degli Anelli).
In merito alla letteratura italiana, secondo me resta insuperabile Luigi Pirandello. Ma vorrei spezzare una lancia a favore di un autore delle mie parti, che, pur essendo famoso, non lo è abbastanza: Corrado Alvaro. Il suo Gente in Aspromonte, rimane uno dei romanzi più belli e poetici che io abbia mai letto...

recenti letture

Ho letto il famoso (famigerato?) Codice Da Vinci di Dan Brown. Secondo me, quel libro va considerato come se fosse suddiviso in due parti: il giallo e il saggio di interesse storico. Qualcosa di simile l'abbiamo vista ne Il Nome della Rosa, ma il paragone è improponibile (a netto vantaggio del capolavoro di Umberto Eco...). Il giallo è... un giallo, come ce ne sono tanti, ben costruito ma anche deboluccio, un po' banale negli accorgimenti e, a volte, anche ingenuo (tre di queste ingenuità saltano agli occhi: innanzitutto, è impossibile che degli eminenti studiosi non riconoscano al primo sguardo la scrittura invertita di Leonardo; poi la composizione, verso la fine, della stella di David è proprio lampante; infine, credo, ma se sbaglio smentitemi, che a girare tutti i bagni del Louvre non si trovi neanche un pezzo di sapone...). Ma la parte più pregnante (certamente anche per l'autore, che, secondo me, ha usato l'espediente del giallo-contenitore solo per dare ampia diffusione al suo presunto saggio...) è quella relativa agli scritti apocrifi, da cui nasce tutta la congettura (che, tra l'altro, non è nuova) in merito alla storia del Sangreal... Non mi dilungo sul contenuto, anche perchè non voglio anticipare niente a chi non ha letto il libro (che io consiglio comunque di leggere), ma intendo esporre le mie impressioni. In un primo momento, essendo io un cattolico che aspira ad essere fervente, sono rimasto quasi sconvolto nel leggere quelle che l'autore intende far passare per delle rivelazioni e, devo confessarlo, mi sono affannato a ricercare quanto fosse disponibile in rete in merito agli scritti apocrifi e ad esaminare con attenzione i dipinti di Leonardo (non dal vero, naturalmente)... In merito a questi ultimi, a parte l'evidenza, che condivido, del Cenacolo, mi pare che le impressioni del Brown siano un tantino esasperate (mi riferisco, in particolare, alla Vergine delle Rocce, in tutte le versioni...). In merito alla storia del Sangreal, beh, il dubbio m'è venuto, ma ho la sensazione che, di questo dubbio, la mia ricerca della Fede se ne sia giovata. Non so se riuscirò a spiegare bene quello che intendo: in un certo senso, sono riuscito quasi ad accettare quelle congetture con l'atteggiamento della piccola Sophie quando dice: "...A me non avrebbe dato alcun fastidio...". Non sarebbe bastata quella convinzione, intendo, per negare, nella mia speranza, la divinità di Gesù... Tagliando corto, i casi sono due: o sono tutte delle baggianate, in qual caso l'autore avrebbe il grave torto di avere scherzato con qualcosa troppo più grande di lui oppure c'è qualcosa di vero (che sia tutto vero non mi sento neanche di ammetterlo per assurdo...). Se ci fosse qualcosa di vero, comunque, la presa di posizione del Brown nei confronti della Chiesa di oggi sarebbe comunque inammissibile. In passato, lo sappiamo tutti, la Chiesa ha fatto i suoi errori, errori a cui ha cercato di rimediare; se ci fosse quest'altro errore a cui porre riparo, è probabile che, ormai, non ci sarebbe la possibilità storica e materiale di farlo: non sarebbe possibile, cioé, condurre un'analisi veramente filologica delle fonti, valutarne la validità, stabilire la priorità, in termini di attendibilità, nei confronti di quelle ufficiali. La storia della Dottrina non è stata scritta da sprovveduti, ma ad essa hanno contribuito i Padri della Chiesa, dei quali molti scritti trovano posto anche nella storia della filosofia. Bisognerebbe, quindi, dare un colpo di spugna a due millenni di storia accreditata? L'intento dell'autore sarebbe proprio quello, ma perchè dovremmo credere a lui? Nonostante tutto, comunque, una cosa mi sento di condividerla: il desiderio che la condizione femminile nella Chiesa sia, almeno, riconsiderata... Inoltre, dopo questa lettura, mi è rimasto un senso di riguardo nei confronti della figura di Maria Maddalena, verso la quale, devo ammettere, ho sempre avvertito un'istintiva attrazione...

musica

Lo so, mi ripeto, ma anche in questo campo avrei voluto..., ma non ho potuto... Bando ai rimpianti!
D. Sylvian I miei gusti musicali sono quanto di più eclettico possa esistere: spazio dalla classica (la barocca, in particolare) al punk. Come, per la letteratura, ricerco nella musica l'arte e per arte io intendo ciò che ti dà emozioni intense e durature.
Se debbo fare qualche nome, le mie preferenze vanno per le emanazioni Japan (in particolare David Sylvian, che rimane uno dei miei preferiti in assoluto e Mick Karn), Talking Heads (David Byrne), per le produzioni di casa 4AD (Dead Can Dance in primis). Mi piace molto il cosiddetto Brit-Pop di qualità (I Travis, i Turin Brakes, per fare qualche nome...).
Nel panorama italiano, mi sento di citare Pacifico, certo Samuele Bersani, certa Carmen Consoli, Morgan, Sergio Cammariere, gli Avion Travel, molto del grande Franco Battiato.

hobby

Mi piace moltissimo lavorare il legno, restaurare vecchi mobili, costruire qualcosa... Tra le cose che mi piace ricordare, il lungo e faticoso restauro delle porte in legno massiccio della mia casa: erano coperte da mani e mani di brutta vernice, ma le ho riportate allo stato grezzo (usando solo mezzi manuali...) ed ho dato loro una bella tinta con il mordente noce e poi turapori e vernice a tampone. È stata una faticaccia, ma ne è valsa la pena.
Mi sarebbe piaciuto (e ridai!) dipingere (non sono malaccio nel disegno...). Mi piace la fotografia...

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